
Nel mondo degli investimenti, si assiste spesso a una dicotomia tra i sostenitori degli ETF (Exchange Traded Funds) e coloro che preferiscono i classici Fondi Comuni di Investimento. Mentre i consulenti indipendenti, venditori di corsi di investimento etc. tendono a promuovere gli ETF per la loro semplicità, i bassi costi e la indipendenza alla presenza di reti di distribuzione, i consulenti finanziari tradizionalisti prediligono i fondi attivi per le loro potenziali performance superiori e magari per la loro esclusività rispetto la concorrenza.
Se non conosci la differenza tra Fondi Attivi e ETF ti consiglio prima la lettura di questo articolo:
Tuttavia, la perfezione risiede nell’equilibrio e nell’adattabilità alle singole esigenze degli investitori e specifiche situazioni di mercato. Ecco perché il MIO approccio si basa sull’abbinamento mirato di ETF e fondi attivi in determinati contesti, al fine di massimizzare i rendimenti e ridurre i rischi.
Uno degli aspetti cruciali da considerare è l’obiettivo di investimento dell’individuo e in quali soluzioni viene declinato tale obiettivo. Se la soluzione prescelta per l’investitore mira a replicare l’andamento di un indice di mercato specifico, gli ETF rappresentano spesso la scelta migliore. Essi offrono una esposizione diversificata a un costo contenuto e sono ideali per coloro che cercano una strategia di investimento passiva.
Tuttavia, ci sono situazioni in cui i fondi attivi possono offrire un valore aggiunto significativo per rispondere allo stesso scopo. Ad esempio, in periodi di elevata volatilità, di mercati irrazionali e ipercomprati o ipervenduti, i gestori attivi possono sfruttare le inefficienze del mercato per generare alpha e superare gli indici di riferimento tramite la selezione attiva piuttosto che la replica passiva. Inoltre, nei settori o nelle regioni in cui è difficile ottenere una diversificazione sufficiente tramite ETF, i fondi attivi possono offrire un’esposizione più mirata e gestita attivamente. Sicuramente mercati poco efficienti richiedono necessariamente un intervento attivo.
Un esempio concreto può essere quello di un investitore che desidera puntare sul settore tecnologico. Mentre un ETF sul settore tecnologico potrebbe offrire una diversificazione ampia ma non sufficientemente mirata, un fondo attivo gestito da un esperto nel settore potrebbe individuare le migliori opportunità di investimento e adattare la strategia in base alle condizioni di mercato.
In conclusione, la perfezione risiede nell’equilibrio e nella flessibilità nell’approccio agli investimenti. Combattere la dicotomia tra ETF e fondi attivi e adottare invece un approccio integrato può permettere agli investitori di massimizzare i rendimenti e ottenere una gestione più efficace del portafoglio.
Chiunque sostenga che l’approccio in Fondi sia Sempre migliori di quello in ETF e viceversa sta sostenendo un interesse che non è esclusivamente il vostro.
**Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.